vi mando un breve resoconto dei miei due viaggi lungo il tratto italiano del Glorioso Rimpatrio, da Salbertrand a Bobbio. Il primo viaggio è stato in solitaria, il secondo con un gruppo di 12 persone, soci della Compagnia dei Cammini, associazione leader in Italia nella promozione di viaggi a piedi (www.cammini.eu). Il secondo viaggio ha seguito un percorso leggermente diverso dal primo, e qui vi spiego il perché. Ho trovato sentieri ben segnati da Salbertrand a Pragelato, anche con il logo GRV, ma si attraversa un parco, che ha tra le sue finalità proprio la promozione delle escursioni a piedi e la manutenzione dei percorsi. Dove il sentiero valdese ricalca fedelmente la GTA, grazie soprattutto al passaggio costante di escursionisti d'oltralpe, la traccia e la segnaletica non mancano, e si arriva in val Germanasca senza grossi problemi, a parte la fatica, visto che il percorso non è esattamente per tutti. I Valdesi erano soldati e montanari, ben allenati, e con un paio di eserciti alle calcagna. Noi, più modesti escursionisti del XXI secolo, abbiamo il fiato più corto. Per il mio gruppo ho quindi deciso di accorciare la tappa Pragelato - Massello utilizzando la funivia Conca del Sole, e ho diviso la tappa Massello - Ghigo sostando a Rodoretto, in modo da vedere anche il museo allestito nella frazione. Il giorno successivo abbiamo fatto la visita al museo di Ghigo. Per vostra informazione, credo che alcuni nel gruppo abbiano sofferto il molto spartano posto tappa GTA di Rodoretto (letti a castello a tre livelli), concepito almeno trent'anni fa, quando l'escursionista aveva una maggiore adattabilità. Il paese è grazioso, la famiglia che gestisce la trattoria "da Zio Gil" sta scommettendo tutto su questa nuova attività. Sarebbe bello che il paese fosse dotato di qualche stanza in più, con qualche confort in più, una sorta di albergo diffuso, gestito anche direttamente dalla trattoria. Sono sicura che molti si fermerebbero. Oggi quasi tutti tirano dritto fino a Ghigo. La finalità dei percorsi escursionistici è anche quella di essere una risorsa economica per i paesi di montagna, quindi è auspicabile far rimanere gli escursionisti il più a lungo possibile sul territorio, gratificandoli però con esperienze di qualità: ottimo cibo, sistemazioni confortevoli e originali, l'incontro con i protagonisti della montagna, bellezza e autenticità. Non sono disinteressata: questo è quello che cerco per le mie proposte di viaggio. Ma veniamo al problema centrale del Glorioso Rimpatrio, che è il vallone Giulian. Poiché la tappa Ghigo - Bobbio si annunciava massacrante anche per un camminatore allenato, ho scelto di dividerla in due, salendo al rifugio Bessone al Lago Verde, luogo incantevole e accogliente. Tra il rifugio e il colle, su una variante GTA, ho trovano nevai ripidi, ma in montagna questo è possibile, e sulla meteorologia possiamo poco. Il sentiero che scende dal colle è già poco visibile prima della bergeria Giulian, poi sparisce del tutto sotto l'alpeggio, lo si ritrova a tratti dove hanno pascolato le pecore. Poi il nulla, o meglio: tante ortiche e erbe alte fino alla vita, un guado complicato del torrente Giulian, segnaletica assente (o invisibile sotto l'erba). Sono riuscita ad arrivare a valle solo perché avevo una traccia gps affidabile e una buona carta, la Fraternali della val Pellice, che indica quel percorso con una invitante traccia rossa, come GRV. Peccato che il sentiero non ci sia ...

Il passaggio dal col Giulian resta comunque possibile, e può essere facilitato utilizzando la seggiovia da Ghigo di Prali, fino ai Tredici Laghi. Da qui un sentiero in quota porta al colle. Oltre la bergeria Giulian, si scende verso Villanova sul percorso GTA, su sterrata. Da Villanova è anche possibile arrivare a Bobbio evitando in parte la strada asfaltata, con alcuni suggestivi passaggi lungo il Pellice. Con il mio gruppo avevo previsto, in alternativa, di scendere sulla GTA a Villanova, poi la neve caduta mentre eravamo a lago Verde ci ha obbligato a ridiscendere a Ghigo e raggiungere la val Pellice con i mezzi. Il nostro viaggio è stato per tutti gratificante, anche con l'imprevisto della neve a luglio. Temo però che chi volesse intraprendere il cammino del Glorioso Rimpatrio, potrebbe avere qualche spiacevole sorpresa oltre il colle Giulian.

Un cordiale saluto

Roberta Roberta Ferraris

Guida ambientale escursionistica – Regione Piemonte

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