ABBIAMO RIPERCORSO L’ESILIO DEI VALDESI IN BICICLETTA A SETTEMBRE 2016

Cosa spinge tre amici intorno ai 60 anni ad inforcare la bicicletta e ripercorrere le strade dell’esilio valdese del 1686? Sicuramente la passione per la due ruote, poi la predilezione per il cicloturismo ed infine abitando in Val Pellice un tuffo nella nostra storia.

i tre ciclisti in partenza da Torre Pellice

 

Dunque dopo esserci documentati su esperienze analoghe fatte in precedenza e con la pubblicazione “Le Strade dei Valdesi” ci siamo preparati adeguatamente senza sottovalutare l’allenamento fisico che è fondamentale.

Nella descrizione del viaggio non ho menzionato località e siti che si ricollegano alla nota vicenda del 1686 perché il testo citato prima è ricco di queste annotazioni e non mi sento preparato a sufficienza in argomento.

1° TAPPA TORRE PELLICE – SUSA Km. 87,5

Il viaggio era previsto a luglio e do

po un rinvio per problemi personali di uno dei partecipanti. Con Franco e Sergio abbiamo deciso di iniziare il viaggio a Torre Pellice che non sarebbe ortodosso perché l’esilio dei valdesi è iniziato dalla Castiglia di Saluzzo, ma alcuni problemi logistici ci hanno precluso la partenza da Saluzzo. Appuntamento presso il monumento di Arnaud a Torre Pellice alle 8 del 5 settembre 2016 ed alle 8,30 iniziamo il viaggio. Nessun problema particolare nella prima tappa con arrivo a Susa se non qualche salitella ed il caldo che ancora si è fatto sentire. Fermata caffè a Piossasco, ristoro di metà giornata ad Avigliana, arrivo a Susa verso le 18.

 


 

 

2° TAPPA SUSA – MODANE Km. 67

Il giorno 6 settembre ci tocca affrontare il Moncenisio salita da me sconosciuta, i miei due soci hanno più gamba e li lascio andare, io approfitto del conforto morale di Sandro Bellion che si unisce a noi su per le prime rampe e ci accompagnerà fino al colle. E’ bene precisare che abbiamo scelto di non fare il percorso classico perché più impegnativo, bensì la SS 25 che sale più regolarmente. Pausa a metà mattina per il 

caffè e poi si continua a salire con traffico veicolare sopportabile. Alle 13,30 sono alla Piramide dove mi attendono i miei compagni di avventura, facciamo pausa per un panino. Salutiamo Sandro che torna indietro e scendiamo verso Lanslebourg, poi proseguiamo per Modane con vento contrario e pertanto si pedala fino alla conclusione della tappa.

 

 

3° TAPPA MODANE – CHAMOUSSET Km. 46 + Km. 30 in treno.

Il giorno dopo 7 settembre seguiamo il consiglio degli autori del testo e facciamo la tratta fino a S. Jean de Maurienne in treno, avendo considerato la pericolosità del tratto stradale. Mattinata a bighellonare poi il treno alle 11,30 su scompartimento dedicato ai ciclisti con ganci per appendere le biciclette. Iniziamo a pedalare verso mezzogiorno, belle strade senza grande traffico per lo più piste ciclabili, og

gi pochi Km fatti: una cinquantina, alle 17 siamo a Chamousset piccolissima località. Ovviamente consumiamo la cena in hotel non offrendo la località valide alternative .

 

 

4° TAPPA CHAMOUSSET – ANNECY Km. 66 

L’8 settembre partiamo verso le 8 di buona lena dopo un’abbondante colazione, sbagliamo strada e torniamo indietro inforcando la retta via verso Le Bourget dove sull’altura si vede il castello di Miolans, poi una bella strada poco trafficata con saliscendi piacevole ci conduce a Frontenex e di lì saliamo verso il colle di Tamiè. La salita è impegnativa ma non proibitiva, soprattutto dopo aver scalato il Moncenisio, in una decina di Km. si arriva al colle in mezzo al verde, poi rapida discesa verso Faverges dove facciamo pausa con ottimi panini. Dopo un po’ di relax riprendiamo la strada, adesso una bellissima ciclabile ci conduce al lago di Annecy, con panorami godibilissimi. Facciamo un po’ di fatica a trovare l’Hotel che si trova nel quartiere Grand Gevrier in collina. Consiglierei di spendere qualche soldo in più e sistemarsi in un hotel ad Annecy centro. Serata in hotel perché stanchi e un po’ fuori mano ed è stato un peccato perché Annecy è veramente bella.

 

 

  

 

5° TAPPA ANNECY – GENEVE – ANNEMASSE km. 60

Anche il 9 settembre un bel sole, siamo stati fortunati, tutta la settimana bel tempo, Annecy ha un traffico un po’ caotico e qualche problemino ad uscire dalla città l’abbiamo avuto, ma chiedendo ai passanti ci siamo diretti verso l’aeroporto e poi via in direzione di Ginevra, facciamo sosta al Pont de la Caille e poi saliamo a Cruseilles, salitina piacevole di 3 Km. qui pausa per una birretta e poi si prosegue, dopo un po’ io foro la ruota posteriore della bicicletta, Sergio è avanti e ci raggiunge non vedendoci arrivare, ripariamo la ruota e ci fermiamo lì vicino ad un chiosco per una breve pausa pranzo, poi dopo proseguiamo per gli ultimi Km. del viaggio. Raggiungere il centro di Ginevra è stata una pedalata nel traffico della città, anche se meno caotico di Annecy. A metà pomeriggio terminiamo il viaggio davanti alla Cattedrale di Notre Dame considerando questa chiesa il centro della città (Km. 51)

 

 

 

Dopo ci toccano altri 9 Km. per raggiungere l’hotel ad Annemasse. Abbiamo scelto di dormire in Francia perché a Ginevra i prezzi sono proibitivi. Ci incontriamo con Marco che è venuto per riportarci a casa. In un Fiat Doblò abbiamo fatto stare tre biciclette e 4 persone senza stare troppo scomodi.

Il giorno 10 settembre in mattinata siamo rientrati in Val Pellice.

 

 

 

 

Alcuni dati tecnici:

  • Io ho usato una bicicletta da turismo con doppia borraccia (importante) ruote da 28, con borse sul posteriore, telaio in acciaio, freni tradizionali.

  • Sergio e Franco hanno usato mountainbike in alluminio attrezzate con ruote strette da strada poco scolpite, diametro 26, freni a disco. Sergio con borse sul posteriore e Franco ha optato per lo zaino a spalla.

  • Peso della mia bicicletta Kg. 12 – carico al seguito comprensivo di borse Kg. 8,5.

  • E fondamentale avere gli hotel prenotati, è impensabile cercare una sistemazione dopo una giornata passata a pedalare.

  • Per gli hotel ci siamo appoggiati ad un’agenzia che ci ha cercato delle camere triple a prezzi abbordabilissimi.

  • Posso fornire a chi interessato le road maps a tappe singole in un formato utilizzabile in bicicletta.

  • Per coloro che pensano: ma io ce la potrei fare? Io posso dire che in bicicletta vado per puro divertimento, ho iniziato il viaggio con 2000 Km. di allenamento da marzo a luglio 2016; ad agosto non ho potuto allenarmi. Le uniche difficoltà sono il Moncenisio (piano piano si fa senza problemi) e i dolorini al fondo schiena per le tante ore trascorse sul mezzo, ma con una buona sella e tanta pomata anche questo problema si minimizza.

  • Per chi volesse contattarmi e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Vorrei infine ringraziare gli autori del libro “Le strade dei Valdesi” Samuele Tourn Boncoeur e Albert de Lange, La Fondazione IL BARBA di Torre Pellice ed in particolare Sandro Bellion per i preziosi contributi che mi hanno fornito.

Claudio TUPONE.